"You don't take a picture, you make it" - Ansel Adams

Giube Images .::. Fotografia di Ritratto e Eventi

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8 September 2019

Reflex, mirrorless e fattore di crop

Da un po' di tempo volevo fare un test mirato sul fattore di crop dei sensori aps-c. Dato che utilizzo contemporaneamente una reflex full frame (Canon 6D) e una mirrorless aps-c (Fujifilm XT-20) ho voluto provare su entrambe un obiettivo vintage, l'Helios 44M-2 58mm.

L'ho quindi montato prima sulla Canon 6D

Obiettivo vintage su reflex full frame

e poi sulla Fujifilm XT-20

Obiettivo vintage su mirrorless aps-c

La questione del fattore di crop sulle aps-c mi è nota e normalmente non rappresenta un problema, si risolve facilmente utilizzando l'ottica che nel formato aps-c equivale a quella che vorrei usare su full frame.

Una delle poche situazioni che può rappresentare l'eccezione a questa regola è quando vogliamo utilizzare uno specifico obiettivo, come una lente vintage adattata al digitale.

In questo caso dobbiamo accettare di perdere l'ampiezza della focale e quella particolarità che rende unica la lente che vogliamo usare. Nel caso dell'Helios 44M-2 la parte ai bordi che si perde, che normalmente rappresenta quella di minor qualità, è quella che rende così speciale quell'obiettivo.

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5 March 2019

Concorrenza sleale?

IcelandReykjavik, photographers shop

Un argomento spesso trattato in articoli, blog, video e gruppi sui social network è il rapporto tra fotografi professionisti e non (altrimenti detti amatori) e della loro convivenza nel mercato del lavoro.

Il succo del dibattito è facilmente intuibile: gli amatori, affacciandosi al mercato della fotografia con tariffe inferiori a quelle chieste dai professionisti, sono percepiti da questi ultimi come concorrenti sleali.

Secondo me non è proprio così, per vari motivi.

La tariffa di un professionista è costituita da varie voci, che non si limitano al solo calcolo del tempo dedicato alla realizzazione del servizio ma tutto ciò che rende l'attività del fotografo economicamente sostenibile: una quota per i giorni non lavorati, parte dell'attrezzatura, (fotocamere, obiettivi, flash, computer, hard disk, licenze software), il commercialista, la pubblicità, i corsi (se ne segue) e altro ancora.

Per un amatore la situazione è differente dato che la fotografia viene regolata come prestazione occasionale e non deve dunque includere molte delle voci sopra riportate nel computo della tariffa. E' quindi corretto che il "cachet" di un amatore sia inferiore a quello di un professionista e qui arriverebbero i problemi.

Se è evidente che le tariffe sono di gran lunga differenti è anche vero che i servizi offerti non sono paragonabili e di conseguenza i clienti a cui i due fotografi si rivolgono non sono gli stessi.

Chi si rivolge ad un amatore (per la fotografia ma il concetto vale per qualunque prestazione) difficilmente si rivolgerebbe ad un professionista se il primo non fosse disponibile. Analogamente chi sceglie e può permettersi di sostenere la tariffa di un professionista non sceglierebbe un amatore.

Se ci si ferma a riflettere sul fatto che i segmenti di mercato sono differenti ecco che la premessa della concorrenza sleale semplicemente sparisce.

E' così in ogni settore. Pensiamoci, quanti clienti potrebbe aver perso la Maserati a causa della Wolkswagen? Probabilmente nessuno. Un cliente Maserati difficilmente acquista una Golf, giusto? Quanti clienti potrebbe aver perso la Rolex a causa della Swatch? In fondo entrambe vendono orologi con prezzi di listino ben diversi, tuttavia è difficile immaginare un cliente Rolex che decide di optare per uno Swatch.

Il problema si porrebbe solo nel caso in cui le due figure professionali riuscissero a produrre servizi qualitativamente paragonabili. Solo in quel caso un cliente potrebbe optare per un amatore rinunciando al professionista ma fino ad allora i clienti degli amatori non sono da considerare clienti sottratti ai professionisti bensì clienti di un nuovo settore di mercato, emerso da quando la fotografia è diventata popolare.

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10 February 2019

Tra Islanda e Giappone

Ho finalmente un po' di tempo libero da passare davanti a photoshop e tornare a creare ambientazioni non reali partendo da paesaggi reali.

Oggi ho creato questo scorcio del ponte in costruzione nel porto di Iwaki, Giappone (ora terminato) con lo sfondo delle montagne Islandesi.

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29 January 2019

Ti pago in visibilità

E' capitato a tutti almeno una volta di ricevere una proposta di lavoro con pagamento in "visibilità". I fotografi, specialmente amatori o semi-pro ai quali mi rivolgo, non sono gli unici a ricevere l'allettante offerta del pagamento in visibilità, capita spesso anche ai musicisti ad esempio.

E' difficile non considerare questo accordo come un semplice tentativo di scroccare un lavoro e quasi sempre è preferibile declinare la proposta.

Ma se invece la considerassimo seriamente?

Proviamo per un attimo a paragonare la visibilità ad una valuta, se ci offrissero un pagamento in denaro dovremmo almeno pattuire una cifra prima di accettare, giusto? Perché allora non facciamo la stessa cosa con la visibilità?

Del resto non siamo forse disposti a pagare per avere visibilità, con annunci sponsorizzati nei motori di ricerca, posizionamenti a pagamento su riviste di settore, fiere ecc.?

Quindi almeno in linea teorica un cambio merce tra un servizio fotografico e visibilità dovrebbe interessarci.

Il problema sta nella quantità di visibilità che il committente è in grado di fornirci e così come non accetteremmo una tariffa che consideriamo bassa, non siamo disposti ad accettare poca visibilità. Questa considerazione è importante ed è imporante anche comunicarla a chi fa la proposta perché è l'unico modo per fargli capire che "parlo di te ai miei amici" NON è affatto sufficiente a convincerci a scattare gratuitamente.

Possiamo quindi provare a definire con più precisione il concetto di visibilità o almeno quello che vorremmo ottenere e il committente in questione gioca un ruolo fondamentale.

Sto ovviamente escludendo i casi ilimite dove il committente è *veramente* famoso da avere amici che ci piacerebbe conoscere.

Potremmo ad esempio proporre di allestire una mostra con le nostre fotografie, sfruttando la sua rete di amicizie per trovare il luogo o la manifestrazione adatta.

Magari lavora per un'agenzia di viaggi o conosce qualcuno che ci lavora e può procurarci dei biglietti scontatissimi per un luogo che vorremmo visitare e fotografare.

Siamo creativi, troviamo modi alternativi per ottenere *vera* visibilità e se proprio il nostro committente non ha una rete di amicizie per realizzare il nostro progetto avremmo almeno un argomento per fargli capire che la sua offerta visibilità ha ben poco valore e magari riuscire ad ottenere un pagamento in denaro.

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29 January 2019

Servizio Fotografico Fitness

Interrompo finalmente la pausa dai servizi fotografici in studio con Georgia, modella fitness che ha posato per me per un pomeriggio.

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21 January 2019

Non tutto il male vien per nuocere

Ed eccoci ad una nuova versione del mio sito e ad un drastico cambiamento. Abbandono più o meno forzatamente Wordpress e il tema che mi ha accompagnato per anni, Panama, perché sfortunatamente non più supportato dall'autore e incompatibile con le ultime versioni del CMS. Ho quindi optato per Koken, scelta naturale avendolo già felicemente sperimentato sui miei siti paralleli, GlimpseAround e GlitteredModels.

Koken è un CMS per fotografi, si installa in pochi minuti, fa tutto quello che serve ed è user friendly.

Per chi volesse dare un occhio alle mie foto di viaggio o di glamour può farlo ai seguenti url:

https://www.glimpsearound.com/

https://www.glitteredmodels.com/

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© Giuseppe Peletti