"You don't take a picture, you make it" - Ansel Adams

Giube Images .::. Fotografia di Ritratto e Eventi

  • Home
  • Biografia
  • Albums
  • Pubblicazioni
  • Ritratto
  • Piccole Storie
  • Weddings
  • Blog
  • Contatti
Home / Essays / 2019 / March

Share
5 March 2019

Concorrenza sleale?

IcelandReykjavik, photographers shop

Un argomento spesso trattato in articoli, blog, video e gruppi sui social network è il rapporto tra fotografi professionisti e non (altrimenti detti amatori) e della loro convivenza nel mercato del lavoro.

Il succo del dibattito è facilmente intuibile: gli amatori, affacciandosi al mercato della fotografia con tariffe inferiori a quelle chieste dai professionisti, sono percepiti da questi ultimi come concorrenti sleali.

Secondo me non è proprio così, per vari motivi.

La tariffa di un professionista è costituita da varie voci, che non si limitano al solo calcolo del tempo dedicato alla realizzazione del servizio ma tutto ciò che rende l'attività del fotografo economicamente sostenibile: una quota per i giorni non lavorati, parte dell'attrezzatura, (fotocamere, obiettivi, flash, computer, hard disk, licenze software), il commercialista, la pubblicità, i corsi (se ne segue) e altro ancora.

Per un amatore la situazione è differente dato che la fotografia viene regolata come prestazione occasionale e non deve dunque includere molte delle voci sopra riportate nel computo della tariffa. E' quindi corretto che il "cachet" di un amatore sia inferiore a quello di un professionista e qui arriverebbero i problemi.

Se è evidente che le tariffe sono di gran lunga differenti è anche vero che i servizi offerti non sono paragonabili e di conseguenza i clienti a cui i due fotografi si rivolgono non sono gli stessi.

Chi si rivolge ad un amatore (per la fotografia ma il concetto vale per qualunque prestazione) difficilmente si rivolgerebbe ad un professionista se il primo non fosse disponibile. Analogamente chi sceglie e può permettersi di sostenere la tariffa di un professionista non sceglierebbe un amatore.

Se ci si ferma a riflettere sul fatto che i segmenti di mercato sono differenti ecco che la premessa della concorrenza sleale semplicemente sparisce.

E' così in ogni settore. Pensiamoci, quanti clienti potrebbe aver perso la Maserati a causa della Wolkswagen? Probabilmente nessuno. Un cliente Maserati difficilmente acquista una Golf, giusto? Quanti clienti potrebbe aver perso la Rolex a causa della Swatch? In fondo entrambe vendono orologi con prezzi di listino ben diversi, tuttavia è difficile immaginare un cliente Rolex che decide di optare per uno Swatch.

Il problema si porrebbe solo nel caso in cui le due figure professionali riuscissero a produrre servizi qualitativamente paragonabili. Solo in quel caso un cliente potrebbe optare per un amatore rinunciando al professionista ma fino ad allora i clienti degli amatori non sono da considerare clienti sottratti ai professionisti bensì clienti di un nuovo settore di mercato, emerso da quando la fotografia è diventata popolare.

View all essays by month
View all essays by tag
  1. 1

    abs

  2. 11

    bodybuilding

  3. 11

    fitness

  4. 13

    model

  5. 1

    muscoli

Tweet
  • Home
  • Albums
  • Blog
© Giuseppe Peletti